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Really bro?

Tempo di lettura: 3 min.

È con questa espressione tipicamente americana che diamo un senso alla fotografia scattata solo pochi giorni fa da Christian Passarella detto Houserockin’, lui dice che è una bella foto, a me ricorda solo Felice Caccamo.

Pensatela come volete: questo non ha niente a che fare con la nuova puntata di One Two Three Four.

Ha invece a che fare Chuck Mead, il cantante e chitarrista originario di Nevada, MS, che ho avuto il piacere di vedere suonare e conoscere durante il mio recente soggiorno al Rockin’ Race Jamboree (Torremolinos, 6-11 febbraio 2020) e di cui ovviamente ho portato a casa un paio di dischi autografati.

Risultati immagini per chuck mead and his grassy knoll boys

Ha raggiunto il successo durante gli anno 90′ con la leggendaria band BR5-49, eroi del country sulla scena di Nashville e non solo. E a me facevano impazzire con le loro chitarre, la pedal steel, il mandolino e quel modo di cantare unico. Idoli.

Tra qualche blues ritmatissimo e uno strumentale, un po’ di dischi nuovi appena arrivati, ed è il momento di fare gli auguri a Mr. Gene Vincent, colui che negli anni del boom del rock and roll si dice che venne ingaggiato dalla Columbia come artista di punta del genere, come “antagonista” di Elvis Presley alla RCA.

Gene Vincent (Norfolk, 11 febbraio 1935 – Los Angeles, 12 ottobre 1971)

Ospite a sorpresa Nicolò, collega speaker di Radio Banda Larga (seguitelo su Facebook e ascoltatelo ogni mercoledì sera dalle 20) che passa a trovarci per un commento estemporaneo alle ricorrenze del giorno: cose come l’anniversario della fondazione del Giappone o dell’apparizione della Madonna di Lourdes. Imperdibile.

Entusiasmo alle stelle per le novità della settimana – che vi invito ad ascoltare cliccando sul podcast qui sotto – e via The Book of Love con un Houserockin’ particolarmente lanciato verso il rockabilly questa volta.

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Ray Scott, Johnny Horton, Sonny Fisher, Johnny Knight sono solo alcuni degli artisti che sono passati sui piatti, alcuni di questi anche estratti da compilation ormai introvabili acquistate da Christian quando era un giovane appassionato.

Sorpresa del giorno quando arriva l’appuntamento con Backseat Memories: ho proposto io il disco questa volta ed è stato – devo dire – molto apprezzato dai presenti. Anche dall’ipercritico Christian 😉

L'immagine può contenere: 4 persone, tra cui Marco Ciolo, persone che sorridono, spazio all'aperto
Con Marco Ciolo e la famosa maglietta della Orbit Records

Ricchissima offerta musicale quasi completamente dagli anni 50 e 60, ma nella seconda parte arrivano alcuni dischi un po’ più recenti, i Neatbeats dal Giappone e ancora Barrence Whitfield (entrambi visti e apprezzatissimi nel mio viaggio in Spagna) e un po’ di chicche ci accompagnano al finale.

Grazie per i vostri fedeli e numerosi ascolti e appuntamento alla prossima settimana!

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A presto!

Raffaello “The Twist” Allemanini

Raffaello Allemanini

Comunicare. La cosa che ha sempre amato di più nelle molteplici forme, in particolare musica e arti visive. In giovane età non sta nella pelle per imparare a suonare la batteria, mentre segue un percorso formativo da grafico pubblicitario che lo porta, da grande, a lavorare nel settore per tanti anni. Ad un tratto, la musica diventa l’occupazione principale e da allora non smette più di studiare. Musica, vintage, radio, tecnologia, comunicazione, racconti, pubblicità, classifiche, etichette, design, grafica. Dalla passione per tutto questo e da una “visione” nata in un’altra vita, parte l'esperienza in radio che, con l’arrivo di Chris e Vanina, si evolve poi in questa specie di "fanzine" che è diventato One Two Three Four. Una piccola casa fatta con tanta passione per la musica e le cose di una volta.