Corto viaggio sentimentale
Little Richard, le mamme e un futuro Dj

La mamma e il rockānāroll. Difficile trovare un binomio che metta dāaccordo cosƬ tante persone sul concetto di Amore. Eppure, in tempi non sospetti, le mamme e il rānār non andavano mica tanto dāaccordo. Ā«La madre del ragazzo era terrorizzata da Chuck Berry e Little Richard la faceva āvomitare come un polloā. Richie non chiese mai la traduzione di questa frase, pensò soltanto che Danny and the Juniors ne sapevano più di sua madre di queste cose: il rockānāroll non morirĆ maiĀ». Ć Stephen King che parla, nel celebre romanzo It, in cui le rocambolesche vicende legate ad un pagliaccio assassino sono cucite su un tessuto anni ā50 dalle tinte fortemente musicali.
Lo scrittore regala ai lettori uno spaccato mirabile della sua infanzia, in cui Little Richard, Jerry Lee Lewis, Frankie Ford, Eddie Cochran e innumerevoli altri nomi eterni della decade dāoro del rānār, compongono un quadro rumoroso e rivoluzionario.
āQuel ritmo aveva fatto di più che renderlo felice. Lo aveva fatto sentire più grande, più forte, più ālƬā.
S. King, It
Quando Frankie Ford cantava Sea Cruise o Eddie Cochran cantava Summertime Blues, Richie veniva effettivamente travolto dalla gioia. Cāera un potere in quella musica, un potere che sembrava appartenere del tutto legittimamente a tutti i ragazzi secchi, a tutti i ragazzi cicciottelli, a tutti i ragazzi brutti, a tutti i ragazzi timidi e sfigatelli ā a tutti i perdenti del mondo, in breve. In esso avvertiva una tensione folle e divertente, che aveva il potere, allo stesso tempo, di uccidere e di esaltare.ā
E le grandi rivoluzioni ā si sa ā hanno sempre bisogno di una buona dose di coraggio per risultare ricette ben riuscite. Quanto coraggio ci vuole, allāinizio degli anni ā50, ad essere omosessuali, di colore, fottutamente audaci sotto ogni punto di vista e, al tempo stesso, a vivere come un personaggio pubblico, sotto gli occhi (e il giudizio) di tutti? Ci sarebbe piaciuto chiederlo a chi lo sapeva bene, ma purtroppo Little Richard ĆØ venuto a mancare prima di poter rispondere alle (lecite) domande indiscrete di One Two Three Four.
CāĆØ chi pensa che valga di più farsi ricordare che farsi notare: beh, Riccardino ha fatto strike su entrambe. PerchĆ©? Ancora una volta, il buon vecchio Stephen King, ha saputo descrivere alla grande quanto tutti gli uomini straordinariamente rivoluzionari come Little Richard hanno cercato di trasmettere al mondo con il loro ritmo infuocato ed il loro impagabile esempio. Ā«Cāera un potere in quella musica, un potere che sembrava appartenere del tutto legittimamente a tutti i ragazzi secchi, a tutti i ragazzi cicciottelli, a tutti i ragazzi brutti, a tutti i ragazzi timidi e sfigatelli ā a tutti i perdenti del mondo, in breve. In esso avvertiva una tensione folle e divertente, che aveva il potere, allo stesso tempo, di uccidere e di esaltareĀ».

Erano gli anni ā90 quando un adolescente āvecchio dentroā, un pesce fuor dāacqua e fuori dal suo tempo ā come molti di noi ā ascoltava a tutto volume musica di 30, forse 40, anni prima. E mentre il disco girava e girava non cāera realtĆ che tenesse: si sentiva il re del mondo.
Tutti ā perfino i disadattati, gli ultimi, i diversi, i chivipare ā possono sentirsi il re del mondo quando un EP di Little Richard con una copertina intrigante ed un suono che scuote la pelle gira giusto sulla puntina.
Erano gli anni ā90, dicevamo. Un giovanotto che amava ā ed ama ā definirsi āstranoā aveva bigiato la scuola, preferendole il mitico Balon (i torinesi sapranno di cosa parlo; per i profani come me, invece, provate a pensare ad un fantastico galeone di tesori vintage, meglio conosciuto come mercato delle pulci).
Quel giovanotto, allāepoca, non sapeva che un giorno sarebbe stato un disc-jockey conosciuto e con la casa e la testa piene zeppe di vinili. In quel momento, il futuro Houserockinā Chris (ancora āsoloā Christian) comprò lāEP inglese con la copertina interessante di cui parlavamo: cāerano stampati un Little Richard strafigo con braccia e gambe completamente spalancati e 4 tracce da paura. A Natale si fece addirittura regalare lāEnciclopedia del Rock, perchĆ© non gli bastavano più Tutti i frutti e le rare apparizioni in radio dei mostri sacri a cui avrebbe ā poi ā consacrato la vita.Ā

Quando ĆØ morto Little Richard, qualche giorno fa, Chris mi ha detto ā a metĆ fra il nostalgico e il gasato – Ā«Dal giorno in cui ho comprato e ascoltato quellāEP mi si ĆØ sprigionato un film in testa: che il rockānāroll potesse liberare tutti i diversi del mondo. E quel film mi ĆØ rimasto addosso.Ā»
āSei rimasto addossoā a molti di noi Piccolo Riccardo, anche se facevi paura alle mamme dei giovani ribelli.
āSei rimasto addossoā ai rocker, ai blues men, ai dimenticati, ai diversi, ai neri, ai bianchi, a tutti e ā soprattutto ā ai Nessuno.
VanƬna Pizii


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