Think pink, men!

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#Marginalia otto

Rosa come la virilitĆ . Rosa come la mascolinitĆ . Rosa come lo stile da uomo che non ti aspetti.

Pronti? Oggi sfatiamo un mito, oggi rompiamo un clichĆ©. Sviscerando e approfondendo le tendenze del mondo vintage, si fanno sempre un sacco di scoperte… questo sabato travalichiamo insieme un tabù e una convinzione (infondata). Il rosa NON ĆØ un colore da femmine. O, almeno, viene associato a questo genere sessuale da cosƬ poco tempo che, a pensarci, un po’ fa sorridere.

Qualcuno – lo so – ricorderĆ  l’iconica Pink Cadillac di Elvis Presley. Era una Fletwood del 1955, oggi conservata nel museo Graceland di Memphis assieme ad altri cimeli della star. Talmente bella, talmente importante, da ispirare canzoni, film e improvvisati pittori d’auto contemporanei a prendere pennello e vernice per adeguarsi al trend.

https://www.youtube.com/watch?v=CJBy0WSFFs0
Il brano di Johnny Todd (1956) non ĆØ l’unica testimonianza di quanto le Pink Cadillac fossero amate ed osannate. Pensate che perfino il cantante country-folk Jhon Prine ed il boss Bruce Springsteen, a decenni di distanza, hanno dedicato canzoni all’argomento. Non da ultimo, nel 1989, il regista Buddy Van Horn ha perfino intitolato un suo film “Pink Cadillac”, che vanta Clint Eastwood nel cast

Fin dai tempi più remoti – e sto parlando di quasi un millennio addietro – il rosa ĆØ sempre stato abbinato alla sfera maschile. A partire dal Medioevo, attraversando i secoli che conducono fino al 1900 inoltrato, questo colore era tipico degli abiti dei maschietti fin dalla tenera etĆ . Sinonimo di passionalitĆ  e strettamente correlato al rosso, foriero di significati sanguigni e impetuosi, il rosa era il colore degli uomini per eccellenza. Alle femminucce – strano (per noi) ma vero – si addiceva maggiormente l’azzurro, più verginale perchĆ© richiamava alla mente il velo della Madonna.

Fino alla fine dei 50s gli uomini erano vestiti di rosa molto di frequente. Non è un caso che anche grandi star, di indubbio sex appeal, scegliessero questo colore per le loro apparizioni pubbliche più importanti, dai concerti alle ospitate televisive

Vi starete chiedendo: e allora, quand’ĆØ che le cose sono cambiate?

La “colpa” ĆØ di una bionda tutta fisico e forme perfette. Una ragazza dal nasino alla francese, che negli anni ha svolto mille professioni, ha cambiato miliardi di abiti, ha giovato di centinaia e centinaia di accessori. Una delle icone di femminilitĆ  più adorate e diffuse al mondo. Gli indizi conducono tutti a lei, l’unica e la sola, intramontabile e sempre in tiro… ancora non avete capito? Ma ĆØ facile: Barbie!

Barbara Millicent Roberts – per gli amici Barbie – ĆØ una linea di fashion doll commercializzata dalla Mattel a partire dal 9 marzo 1959. Si tratta di uno dei primissimi prodotti ad aver giovato in maniera spropositata e capillare della pubblicitĆ  televisiva. Dal lettrering del marchio distintivo al colore del suo camper, dal trucco su occhi e bocca al guinzaglio del suo barboncino, dai tubini alle scarpe: Barbie ĆØ responsabile di una rivoluzione pink di portata mondiale, quotidiana, pervasiva.

Gli anni ’60 sono proprio dietro l’angolo e – ormai – agli uomini non ĆØ più concesso vestire di rosa nĆ© avere auto rosa… un vero peccato, erano cosƬ belle!

Mi sembra di sentire in sottofondo “Pink and Black” di Sonny Fisher nell’autoradio. A voi no?
https://www.youtube.com/watch?v=JAwBBTGnRx4

Vogliamo dare a Barbie il potere di dirci cosa è da maschio e cosa è da femmine? Vogliamo davvero non difendere il diritto di essere vintage lover a cui importano più le tradizioni che le convenzioni?

Ho visto, ascoltato, amato, grandi Uomini vestiti di rosa. E sono fiera che sia un colore maschile, nel profondo. E non me ne frega niente, se ĆØ (anche) un colore da femmine. Il mondo che amo ĆØ una diapositiva in bianco e nero… e il bello del bianco e nero ĆØ che i colori li decide chi guarda.

Baci velenosi (e rosa),
VanƬ Venom


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