Primo ballo
C’ĆØ una storia che ha attirato la mia attenzione – scorrendo i post su un noto social network in questo momento di confusione e āstand byā – che merita di essere raccontata anche qui, nella rubrica Stories di One Two Three Four.

Scrive Buddy Love:
Ā«Ero un teenager alla fine dei ā50 e vivevo con la mia famiglia a Easton, Pennsylvania.
Come tutti i ragazzini avevo molti amici, sia maschi che femmine, con cui passavo il tempo a giocare. Senza saperlo ero nellāetĆ in cui si scopre lāaltro sesso, lāetĆ in cui per la prima volta mi accorsi di quanto speciali siano le donne.
Partecipai al mio primo ballo a 14 anni e, siccome non avevo mai ballato con una ragazza, mia madre mi diede qualche lezione. Pensavo fosse una cosa stupida e lo feci più per far contenta lei che non perché mi interessasse davvero.

Quando finalmente partecipai al mio primo ballo, fu per una ragazza di nome Beverly.
Mi piaceva.
Arrivato nella palestra, mi accorsi che le ragazze scherzavano e ballavano tra di loro, mentre i ragazzi erano dallāaltro lato della sala, senza mai davvero interagire.
Tornai a casa senza aver ballato con Beverly quella sera, un poā deluso.
Qualche giorno dopo venni a sapere che ci sarebbe stato un altro ballo di lƬ a poco, a cui decisi di partecipare con degli amici.
Il ballo si svolgeva nel salone della chiesa di St. Marks. Notai subito, appena entrato, che la sala era buia e pendeva dal soffitto una palla luminosa che mandava scintille tutto intorno.
Pensai che fosse davvero āCOOLā.
Presto mi accorsi di questa ragazza che sorrideva e parlava con la sua amica, indossava un maglione rosa e ballava ogni disco veloce che il DJ faceva girare sul giradischi.
Ad un certo punto partƬ āAt the Hopā di Danny & the Juniors e le ragazze impazzirono.
Faceva molto caldo, ero inebriato dalle luci e dal profumo delle ragazze che mi passavano vicino, al punto che senza rendermene conto il DJ annunciò lāultima canzone.
PartƬ āEarth Angelā dei Penguins e, senza pensarci, invitai la ragazza dal maglione rosa a ballare. Andammo in mezzo alla pista e le presi la mano, lāaltra intorno alla vita e cominciammo a ballare.
Si chiamava Susan. Mi disse che le piaceva molto la canzone, io annuii in segno di intesa. Dopo qualche istante di imbarazzo la strinsi più forte a me, e lei appoggiò la sua guancia alla mia. Cheek to cheek.
Era un turbine di emozioni, tutto per me era nuovo e mi piaceva sentire la sua pelle morbida accarezzarmi il viso.
Sembrò durare, allo stesso tempo, un attimo e unāeternitĆ . Niente fu più come prima.
Finito il ballo, ci salutammo e ci lasciammo con la promessa di vederci al ballo successivo, che si sarebbe svolto il venerdƬ seguente.

Quella sera tornai a casa con il suo profumo sui miei vestiti. Quale dolcissimo profumo! Rimasi a lungo seduto sul bordo del letto pensando a Susan, e pensai di essermene innamorato.
Fu la prima volta che ballai con una ragazza, e fu la mia prima cotta.
Le immagini di noi due che ballavamo rimasero stampate nella mia mente. Per sempre.Ā»
Sospirando, mentre cerco di riportare il più fedelmente possibile ciò che scrive Buddy Love, scorrono su YouTube i Moonglows, i Penguins, i Gallahads⦠che cantano brani definiti āslow danceā. Ve ne lascio un assaggio a questo link:
Il vostro affezionato Houserockinā di quartiereā¦
Christian Passarella

